L'anno liturgico bizantino è un ciclo di circa un anno, non corrispondente all'anno solare, che celebra gli eventi principali della vita di Gesù, della Madre di Dio e dei santi. Questo periodo guida i fedeli attraverso la memoria delle festività e prepara al culmine della fede cristiana: la Pasqua.
L'anno liturgico si divide in tre grandi cicli:
Le feste a data mobile si suddividono in quattro periodi principali:
Le feste a data fissa sono raccolte nei Minèi, una serie di dodici libri (uno per ogni mese). Ogni giorno vengono commemorati santi, eventi religiosi e, talvolta, eventi civili. Tra queste feste troviamo:
Ogni giorno della settimana ha un significato speciale:
Le feste bizantine si dividono in tre categorie principali:
Feste Despotiche (dedicate a Gesù):
Feste Teomitoriche (dedicate a Maria):
Feste Aghiasmiche (dedicate ai santi):
Durante l'anno liturgico ci sono quattro periodi principali di preparazione spirituale:
Oltre a questi, ci sono altri tre giorni di digiuno importanti:
La data della Pasqua ortodossa è calcolata con il calendario giuliano, mentre quella cattolica, dal 1583, con il calendario gregoriano.
La Pasqua cristiana segue approssimativamente quella ebraica, ma se ne discosta per due motivi: il primo è che essa si festeggia sempre di domenica, giorno della resurrezione di Gesù, il secondo è che per il calcolo non viene usato il calendario ebraico. Precisamente, nel 325 il Concilio di Nicea fissò la seguente regola: la Pasqua cade la domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera (21 marzo). Di conseguenza essa è sempre compresa nel periodo dal 22 marzo al 25 aprile. Supponendo infatti che il primo plenilunio di primavera si verifichi il giorno dell'equinozio stesso (21 marzo) e sia un sabato, allora Pasqua si avrà il giorno immediatamente successivo, ovvero il 22 marzo. Qualora invece il plenilunio si verificasse il 20 marzo, bisognerà aspettare il plenilunio successivo (dopo 29 giorni), arrivando quindi al 18 aprile. Se infine questo giorno fosse una domenica, allora occorrerà fissare la data della Pasqua alla domenica ancora successiva, ovvero al 25 aprile.
Termine | Definizione |
---|---|
Antifona | Si dà questo nome a più parti dell’ufficio liturgico:
|
Anavathmí | Si tratta di un gruppo di tropari cantati durante l'Ufficio, che segnano i gradini spirituali (da "anaváthmos", gradino) verso la contemplazione divina. |
Apòdosis | Giorno conclusivo di una festività importante. Nella liturgia, eccetto per le pericopi, tutto si replica come nel giorno della festività stessa. |
Kondákion | Tropario che un tempo introduceva, enunciandone il tema, una composizione poetica formata da varie strofe. Con l’introduzione dei canoni, di tali composizioni è rimasto solo il kondákion, talvolta seguito da una strofa aggiuntiva. |
Minèi | Serie di dodici libri, uno per ogni mese (mín), contenenti il ciclo annuale delle feste fisse dedicate al Signore, alla Beata Vergine e ai santi. |
Ode | Composizione poetica ispirata a uno dei nove cantici biblici adottati nell’ufficiatura. Fa parte del canone. |
Órthros | Ufficio che si celebra tra la fine della notte e lo spuntare dell’alba. Corrisponde al mattutino della Chiesa occidentale, ma include anche le lodi. |
Proeórtia | Giorni, in numero variabile, che precedono le principali feste liturgiche. |
Meteórtia | Giorni, in numero variabile, che seguono le principali feste liturgiche. |
Theotokíon | Tropario dedicato alla Madre-di-Dio (Theotókos). |
Triságio | Triplice acclamazione “Santo” ispirata a Isaia 6,3. Si discute se il suo significato originario sia cristologico o trinitario. |
Tropario | Piccolo inno che costituisce la base di ogni composizione liturgica. Il termine deriva da trópos (modo), indicando che il tropario è cantato secondo un dato modulo musicale, con un ritmo basato sull’accento tonico. |