Traslazione delle reliquie di santo Stefano protomartire e arcidiacono
La Tradizione racconta che, alla morte per lapidazione di santo Stefano, il suo maestro Gamaliele incoraggiò alcuni cristiani a prelevare il corpo del santo e a seppellirlo in un suo campo distante una ventina di miglia da Gerusalemme. Nel 415, sotto l'imperatore Teodosio il Giovane, un sacerdote di nome Luciano che serviva una chiesa che si affacciava su questo campo, grazie a una rivelazione divina, seppe il luogo dove era stato sepolto il protomartire. Informò immediatamente Giovanni, il vescovo di Gerusalemme che si recò nel luogo indicato in compagnia Eutonio, vescovo di Sebastea ed Eleuterio, vescovo di Gerico. Scavando nel terreno trovarono un sarcofago sul quale era scritto il nome di Stefano in lettere ebraiche. Lo si aprì e la preziosa reliquia del santo fu solennemente trasferita a Gerusalemme.
Letture
- Epistola: Atti 6,8-15; 7,1-5; 7,47-60
- Vangelo: Matteo 21,33-42