San Ciro e Giovanni, anargiri
San Ciro era un monaco nativo di Alessandria, mentre Giovanni era un soldato nativo di Edessa, in Mesopotamia. Secondo la tradizione si conobbero perché, a causa della persecuzione di quel tempo, Ciro fuggì verso il Golfo d'Arabia, dove si trovava una piccola comunità di monaci e Giovanni, a cui era giunta fama del monaco, si unì a lui. Visto che Ciro conosceva l'arte medica, per anni i due si dedicarono alla cura dei malati.
Sebbene le fonti sulla loro vita siano assai incerte, è accreditata la versione secondo la quale Ciro e Giovanni subirono il martirio per aver voluto assistere Atanasia e le sue tre figlie, Eudossia, Teodota e Teoctista; queste, infatti, erano state arrestate per la loro fede cristiana e temendo che le giovani figlie, terrorizzate dalle torture a cui sarebbero state sottoposte, rinunciassero a Cristo, si unirono a loro per sostenerle, assoggettandosi essi stessi al martirio. Furono decapitati nell'anno 303 sotto Diocleziano (secondo altre fonti il 313 o il 292). La loro tomba divenne luogo di pellegrinaggio e di miracoli e per questo vennero soprannominati anargiri, cioè guaritori.
(vedi anche la ricorrenza del 28 giugno)
Inni
Apolytikion
O Cristo Dio, che ci hai donato dei tuoi santi Martiri i prodigi divini, come mura invincibili e forte riparo, per le loro suppliche disperdi le trame delle genti superbie, rafforza il potere del Regno di pace, poiché Tu solo sei buono e amico degli uomini.
Τὰ θαύματα τῶν Ἁγίων σου Μαρτύρων, τεῖχος ἀκαταμάχητον ἡμῖν δωρησάμενος, Χριστὲ ὁ Θεός, ταὶς αὐτῶν ἱκεσίαις, βουλὰς Ἐθνῶν διασκέδασον, τῆς Βασιλείας τὰ σκῆπτρα κραταίωσον, ὡς μόνος ἀγαθὸς καὶ φιλάνθρωπος.
Ta thàvmatà ton Agìon su Martìron, tìchos akatamáchiton imìn dorrisàmenos, Christe o Theòs, tais aftòn ikesìes, vulàs Ethnòn diaskédason, tis Vasilìas ta skìptra kratàioson, os mònos agathòs ke filànthropos.
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Kontakion
Dalla grazia divina ricevendo, o Santi, il dono dei miracoli, voi operate prodigi incessanti, sanando le nostre infermità, come medici invisibili d’anime e corpi. O sapiente Ciro, insieme al divino Giovanni, voi siete medici celesti e taumaturghi.
Ἐκ τῆς θείας χάριτος, τὴν δωρεὰν τῶν θαυμά των, εἰληφότες Ἅγιοι, θαυματουργεῖτε ἀπαύστως, ἅπαντα ἡμῶν τὰ πάθη, τὴ χειρουργία, τέμνοντες τὴ ἀοράτω, Κῦρε θεόφρον, σὺν τῶ θείω Ἰωάννη, ὑμεῖς γὰρ θεῖοι ἰατροὶ ὑπάρχετε.
Ek tis thìas chàritos, tin dorèa ton thavmàton, ilifòtes Àghii, thavmaturghìte apàfstos, àpanda imòn ta pàthi, ti chirurghìa, tèmnondes ti aoràto, Kìre theòfron, sin to thìo Ioànni, imìs gar thìi iatrì ipàrchete.
Letture
- Epistola: 1 Corinti 12,27-13,8a
- Vangelo: Matteo 10,1.5-8