Sinassario

San Nicone nacque attorno a Napoli e visse al tempo del governatore Quinziano, sua madre era cristiana e suo padre pagano. Sentendosi in grave pericolo durante una battaglia invocò il soccorso del Signore, Dio di sua madre, fece il segno della croce e andò incontro ai nemici: gli avversari furono sconfitti e messi in fuga e Nicone tornò a casa tra l'ammirazione generale, ma ormai il Santo preparava nuovi progetti per la sua vita. Dopo aver svelato le sue intenzioni alla madre si imbarcò per Costantinopoli e arrivato nell'isola di Chio si ritirò presso una collina e vi rimase sette giorni in digiuno e preghiera, fino a quando un angelo non gli disse di raggiungere la riva. Il Santo obbedì e lì trovò una barca con la quale, in due giorni, raggiunse il Monte Gano. Qui incontrò casualmente il vescovo del luogo, vestito come un monaco, che lo portò con sé nella grotta dove abitava, lo istruì, lo battezzò, gli conferì i Sacramenti e dopo tre anni lo ordinò sacerdote e infine vescovo. Il Santo poi, avendo appreso da una rivelazione che il Monte Gano stava per essere invaso e devastato da pagani, insieme ai monaci che erano rimasti con lui dopo la morte del precedente vescovo, si recò in Sicilia e si ritirò sui montei intorno a Taormina. Nel 273, quando il governatore del luogo sentì parlare di lui e della sua fede, lo convocò assieme ai suoi monaci e dopo averli interrogati, lasciò che morissero torturati.